Durante la seconda parte dell’anno educativo abbiamo intrapreso un percorso dedicato alla scoperta e al riconoscimento delle emozioni, un tema particolarmente significativo per i bambini di due anni, che stanno progressivamente sviluppando la capacità di riconoscere e comunicare i propri stati d’animo.
Partendo dalla lettura del libro “I colori delle emozioni” di Anna Llenas, abbiamo esplorato insieme le diverse emozioni e riflettuto su come, a volte, ci si possa sentire confusi quando ciò che proviamo non ha ancora un nome o non trova una modalità adeguata di espressione.
Attraverso il racconto, i bambini hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi al linguaggio emotivo in modo concreto, utilizzando i colori come strumento di rappresentazione e comprensione.


Sistemiamo le emozioni
Una prima attività, legata anche ai processi di classificazione e categorizzazione tipici di questa fase dello sviluppo, prevedeva che i bambini individuassero, all’interno di una scatola, i diversi colori associati alle emozioni, suddividendoli poi nei contenitori corrispondenti: il rosso per la rabbia, il giallo per la felicità, il verde per la calma e il blu per la tristezza. Questa esperienza ha favorito non solo il riconoscimento delle emozioni, ma anche lo sviluppo delle capacità cognitive di osservazione, associazione e organizzazione.
Successivamente abbiamo dedicato momenti specifici all’approfondimento di ciascuna emozione, attraverso letture, esperienze sensoriali e attività espressive che hanno permesso ai bambini di vivere e rappresentare ciò che sentivano.
Che rabbia!
Dopo la lettura del libro “Che rabbia” di Mireille d’Allancé, abbiamo utilizzato il colore rosso per realizzare grandi scarabocchi su un foglio.
In seguito il foglio è stato strappato in tanti piccoli pezzi, accartocciato e riposto nella “scatola della rabbia”.
Attraverso questa attività i bambini hanno potuto sperimentare una modalità simbolica e corporea per esprimere un’emozione intensa, trasformandola in un’esperienza concreta e condivisa.
Un mare di tristezza…
Per parlare della tristezza abbiamo letto “Un mare di tristezza” di Anna Ludica, Chiara Vignocchi e Silvia Borando e realizzato il nostro “barattolo della tristezza”.
I brillantini contenuti al suo interno rappresentano le lacrime ma anche la delicatezza di questa emozione. Osservando il movimento dei brillantini nell’acqua, i bambini hanno potuto comprendere come la tristezza, pur essendo, a volte, intensa e travolgente, con il tempo si possa calmare e trovare il proprio equilibrio, proprio come i brillantini che lentamente si depositano sul fondo del barattolo.
Questa attività ha favorito l’osservazione, l’attesa e la riflessione sulle emozioni e sui loro cambiamenti nel tempo.
Respira insieme all’orso e ritrova la calma
Per esplorare la calma ci siamo lasciati guidare dal libro “Respira insieme all’orso” di Kira Willey e A. Betts.
Abbiamo svolto semplici esercizi di respirazione, soffiato sulle piume immaginando di accompagnarne la lenta caduta e sperimentato piccoli massaggi reciproci. Abbiamo anche realizzato dei piccoli cuscini della calma, riempiendoli di soffice ovatta. Queste esperienze hanno aiutato i bambini a sviluppare una maggiore consapevolezza corporea e a scoprire strategie semplici per ritrovare serenità e benessere.
Gli orsi non hanno paura
Per affrontare il tema della paura abbiamo letto “Gli orsi non hanno paura” di Elizabeth Dale e Paula Metcalf, realizzando poi su un foglio dei mostri scaccia-paura.
Successivamente abbiamo ascoltato alcuni suoni che spesso possono apparire spaventosi, come il tuono o il ruggito di un leone, cercando di riconoscerli e identificarne la provenienza.
Abbiamo poi giocato con luci e ombre, trasformando il buio in un’esperienza di scoperta e meraviglia. In questo modo i bambini hanno potuto avvicinarsi alle proprie paure in un contesto rassicurante, imparando gradualmente a conoscerle e ad affrontarle.


Cos’è la felicità?
Infine abbiamo dedicato il nostro tempo alla felicità attraverso la lettura di “Le sei storie della felicità” di Sara Agostini e Sara Benecino.
Ci siamo interrogati insieme su ciò che rende felici e abbiamo concluso il percorso con un’attività semplice ma ricca di stupore: le bolle di sapone. Osservarle mentre volteggiano nell’aria e rincorrerle per cercare di afferrarle ha regalato ai bambini momenti di gioia.
Questo percorso ha rappresentato un’importante occasione di crescita emotiva. Attraverso esperienze concrete, il gioco, la narrazione e la relazione, i bambini hanno iniziato a riconoscere e nominare le proprie emozioni, sviluppando gradualmente competenze fondamentali per il loro benessere e per la costruzione di relazioni positive con gli altri.

























