Quando il disordine diventa un’occasione per pensare

Il viaggio di Lina Lumachina è proseguito verso un nuovo villaggio. Qui non c’erano farfalle da aiutare… ma un grande problema da risolvere: il disordine.

Dopo aver ascoltato la storia, abbiamo deciso di sperimentare davvero che cosa significa questa parola.

Sul tappeto abbiamo rovesciato di tutto: pennarelli, matite, cerette, forbici, colle, forme colorate, macchinine, costruzioni.

E sì… questo sì che era disordine!

“Come facciamo a mettere in ordine?” ho chiesto.

La risposta dei bambini è stata immediata e molto concreta:
“Mettiamo tutto nelle loro scatole!”

Sarebbe stato semplice… ma per rendere il gioco più interessante (e allenare un po’ la logica) ho messo a disposizione solo tre scatole.

Cercare una regola

All’inizio i bambini hanno scelto una soluzione molto chiara:

  • una scatola per le forbici
  • una per le costruzioni
  • una per le macchinine

Ma subito è nato il problema:
“E tutto il resto dove lo mettiamo?”

È qui che è iniziata la vera riflessione.

Abbiamo deciso di mettere insieme tutte le cose che si usano con la carta: colori, colle e forbici.

Ma le forme colorate? Dove metterle?

Osservando meglio le scatole e ripensando alla regola scelta, ci siamo accorti che due scatole avevano qualcosa in comune: costruzioni e macchinine… sono giocattoli, “servono per giocare”.

Qualcuno ha avuto un’idea brillante:
“Possiamo metterle nella stessa scatola!”

Così si è liberata una scatola per le forme colorate.

Alla fine avevamo tre scatole e tre regole ben precise:

  • sono tutte cose che si usano con la carta
  • sono tutti giocattoli
  • sono tutte forme colorate

Il disordine stava diventando pensiero organizzato.

✏️ Mettere ordine dentro l’ordine

Lo step successivo ha visto i bambini impegnati nel riordino delle cose che si usano con la carta.
Questo passaggio è stato veloce e sicuro:


“Questi sono tutti pennarelli.”
“Queste sono tutte forbici.”
“Queste sono tutte colle.”

La regola era chiara e ogni oggetto ha trovato facilmente il suo posto.

🔷 Giochiamo con le forme

Poi è arrivato il momento di concentrarci sulle forme colorate.

“Come possiamo metterle in ordine?”

La prima idea è stata quella della grandezza: grandi con grandi, piccole con piccole.

Subito dopo qualcuno ha proposto un’altra possibilità:

“Possiamo metterle per forma!”

E allora via con cerchi, quadrati, triangoli e rettangoli.

Infine è emersa un’ulteriore osservazione:


“Possiamo metterle anche per colore!”


E sono nati gruppi di gialli, rossi e blu.

Piano piano i bambini hanno scoperto una cosa importante: non esiste un solo modo di mettere in ordine.
Dipende dalla regola che scegliamo.

Mettiamo alla prova la nostra attenzione: “Indovina la regola!”

Dopo aver sperimentato diversi modi per mettere in ordine, abbiamo deciso di allenare ancora di più la nostra attenzione con un nuovo gioco: Indovina la regola.

Sul tappeto ho preparato tre cerchi.
Dentro ogni cerchio c’erano delle figure che seguivano una regola precisa.

Per esempio:

  • in un cerchio c’erano solo cerchi

  • in un altro solo triangoli

  • in un altro ancora solo quadrati

La domanda era semplice, ma richiedeva osservazione:
“Perché queste figure stanno insieme?”

I bambini hanno iniziato a guardare con attenzione.
Alcuni, più veloci, hanno trovato subito la regola e hanno dato l’input anche agli altri.
Qualcuno diceva: “Sono tutti uguali!”
E allora si cercava di capire: uguali in che cosa?

Poi abbiamo cambiato le regole:

  • sono tutti gialli

  • sono tutti piccoli

  • sono tutti grandi

Una volta compreso il meccanismo, si sono letteralmente illuminati:
“Ho capito la regola!”

Era bellissimo vedere nei loro occhi la soddisfazione della scoperta.

Aumentiamo la difficoltà: arrivano gli intrusi

Quando il gioco sembrava ormai chiaro, abbiamo deciso di complicarlo un po’.

In alcuni cerchi sono comparsi degli intrusi.

Una figura che non rispettava la regola.

Subito i bambini hanno iniziato a osservare con ancora più attenzione:
“Questo non va bene!”
“Questo è diverso!”

Piano piano sono arrivati a comprendere anche qualcosa di più complesso:
una figura può avere più caratteristiche insieme.

Per esempio:

  • sono piccoli

  • sono gialli

  • sono cerchi

Abbiamo così sperimentato la doppia e persino la tripla classificazione, naturalmente, attraverso il gioco.

Mettiamo in pratica

Nell’ultima parte dell’attività, i bambini sono stati divisi in piccoli gruppetti.
A ciascun gruppo è stato chiesto di creare un insieme di figure seguendo una regola scelta da loro… e poi di farla indovinare agli altri.

Con grande concentrazione hanno costruito i loro gruppi e spiegato le scelte fatte.

Non stavano solo giocando. Stavano pensando.

Riflessione pedagogica

Questa tappa ha mostrato quanto il concetto di classificazione sia potente nello sviluppo del pensiero logico.

Attraverso il gioco concreto e il confronto tra pari, i bambini hanno potuto:

  • sperimentare il disordine come situazione problematica

  • comprendere che per mettere ordine serve una regola

  • scoprire che la stessa cosa può appartenere a gruppi diversi a seconda del criterio scelto

  • allenare attenzione, osservazione e linguaggio logico

Il momento più significativo è stato proprio quello dell’“Ho capito la regola!”.
È lì che si vede nascere la consapevolezza del pensiero.

Non è solo mettere insieme oggetti.
È imparare a scegliere, a motivare, a spiegare.


🎯 Obiettivi raggiunti

✔ Comprendere il concetto di classificazione
✔ Individuare e verbalizzare una regola
✔ Riconoscere somiglianze e differenze
✔ Sperimentare classificazioni semplici, doppie e triple
✔ Allenare attenzione e concentrazione
✔ Collaborare nel piccolo gruppo
✔ Sviluppare sicurezza e soddisfazione nella scoperta

Il villaggio ora è davvero in ordine.
Ma soprattutto, i bambini hanno scoperto che l’ordine nasce dal pensiero.

E Lina Lumachina può continuare il suo viaggio… verso nuove sfide logiche